| Storia della Sardegna |
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Pagina 2 di 2 La parziale autonomia si interruppe nel IX secolo quando sorsero i regni giudicali, che si possono definire sovrani in quanto non soggetti ad altre entità statuali e perfetti perché in grado di svolgere autonomamente una politica estera. Una perfetta indipendenza che durò per vari secoli, nonostante influenze politiche ed economiche di grandi potenze di allora come i pisani e i genovesi. I pisani diventarono poi parzialmente “padroni” della Gallura e di parte del Calaritano, mentre il resto della Sardegna vedeva il consolidarsi degli arborensi che, rafforzato il proprio reame, si impadronirono di parte dell’ex territorio del Giudicato di Torres e godevano di indipendenza e autonomia. Con l’istituzione nel 1297 del regno di “Sardegna e Corsica” da parte di Bonifacio VIII, l’isola diventò di diritto uno stato con tutti i requisiti giuridici; territorio, popolo, forma, nome che fu conquistato di fatto dal Re “legittimo”, l’aragonese Giacomo II nel 1324. In Sardegna convivevano da allora due stati autonomi, il regno di Arborea e il regno di Sardegna e non si può certo parlare di dominazioni, a prescindere dal diritto della chiesa di istituire regni usando il noto “Costitum Costantini” il quale concedeva a Roma la potestà sui territori occidentali da cui derivava la facoltà di creare “ex novo” stati da affidare a questo o quel sovrano. Questo diritto, fu dichiarato un “falso storico” quando era troppo tardi, ma ciò che la chiesa aveva creato rimaneva e non fu cancellato. Con gli aragonesi, la Sardegna entrò a far parte della Corona di Aragona, un’unione di stati, giuridicamente sovrani anche se non perfetti. Con gli spagnoli la situazione non cambiò poiché l’isola aveva un Re, un parlamento e tutti i requisiti di uno stato. Si può obiettare che i sardi non governassero e non occupassero nessun ufficio di prestigio, ma ciò non cambia la sostanza; la carica di viceré poi era da considerarsi provvisoria e cessava con la presenza del sovrano. Nel 1720 dopo una parentesi asburgica, arrivarono sul trono di Sardegna i Savoia e lo stato aumentò i suoi territori ora comprendenti anche il Piemonte non per questo mutando la propria essenza giuridica. Si arrivò al 1861 e il regno di Sardegna si trasformò in regno d’Italia, questa volta cambiò il nome ma lo stato tenne lo stesso Re, lo stesso parlamento, le stesse leggi, le stesse istituzioni. Lo Stato italiano attuale, diventato Repubblica, fonda le sue radici nell’ex regno di Sardegna e ne deriva che la storia dell’isola è la base della storia d’Italia. La vostra Casa delle fate................ Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Le Domus de Janas - (casa delle fate o delle streghe o, secondo qualche studioso, case di Diana) - chiamate in sardo anche con il nome di forrus o forreddus -sono delle strutture sepolcrali costituite da tombe scavate nella roccia e dalle forme più svariate. Sono sovente collegate tra loro a formare delle vere e proprie necropoli sotterranee con in comune un corridoio d'accesso ed un'anticamera, spesso assai spaziosa e dal soffitto alto. Si trovano in tutta la Sardegna, sia isolate che in grandi concentrazioni qualche volta costituite da più di 40 tombe. Ne sono state ritrovate più di 2.400 sparse su tutta l’isola (più o meno una ogni chilometro quadrato), ma molte rimangono ancora da scavare. Gli archeologi sostengono che siano state costruite tra il IV ed il III millennio...
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