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In Sardegna la passione per i cavalli e tra le più radicate d'italia, l'allevamento dei cavalli è uno dei settori più sviluppati e rinomati.
Il cavallo é stato ed é parte della storia della Sardegna, compagno nel lavoro, orgoglio manifestazioni sportive e religiose.
Espressione e prova tangibile della cultura equestre sarda il fatto che i più abili fantini del mondo sono sardi...
Alcuni tra i più famosi: Andrea Degortes detto Aceto, Massimo Coghe detto Massimino, Peppino Pes detto Il Pesse per quanto riguarda
il palio di Siena, sardo è anche il più bravo e famoso fantino al mondo: Frankie Dettori.
L’amore per questi animali ed il clima mite hanno favorito in sardegna la crescita dell'allevamento equino;
fiore all'occhiello di questa attività è allevamento del cavallo Anglo-arabo, particolarmente sviluppato in Sardegna, dove nascono l'85/90% dei cavalli Anglo-arabi italiani,
Questa razza è stata creata e migliorata in Sardegna, sviluppandosi nel corso di oltre cento anni di selezione.
In Sardegna inoltre esiste ancora il pascolo brado ed in zone come l'altopiano della Giara ed i boschi di Aritzo, vivono ancora branchi di cavalli selvaggi.
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Il Cavallino della Giara

Il Cavallino della Giara vede il suo nome legato indissolubilmente all'omonimo altopiano basaltico nel quale vive allo stato brado, nella zona sud-occidentale della Sardegna.
Di origine incerta forse asiatica probabilmente non originaria dell'isola, ma importata dai fenici o dai navigatori greci nel V-IV secolo a.C. , fino al tardo medioevo presente allo stato brado in tutta l'isola in numerosi branchi.
Secondo recenti ricerche, con influenze geniche nordafricane, il cavallino della Giara viene oggi considerato un "fossile vivente" e per tale ragione è oggetto di studio e di interesse scientifico in tutta Europa.
Il termine Giara o Jara, venne coniato dagli abitanti del luogo; probabilmente inspirato dalla diffusa pietrosità dell'altopiano basaltico che si estende per 4.500 ettari a
d un altitudine di 500-600 metri sopra il livello del mare e caratterizzato da ripidi versanti che rendono difficili i collegamenti con le valli circostanti e di conseguenza lo sconfinamento dei cavallini stessi.
Anche se l'altezza al garrese porterebbe a pensare il contrario non è un pony, ma un vero e proprio cavallo di dimensioni ridotte. L'ambiente ostile ed incontaminato della Giara ha, nel tempo, selezionato animali rustici,
resistenti e nevrili, dal carattere fiero e indomito. Negli ultimi anni la popolazione è in aumento, dopo decenni di diminuzione, grazie all'azione congiunta degli allevatori e dell'Istituto Incremento Ippico della Sardegna.
Il cavallino della giara, è caratterizzato da un mantello baio, sauro o morello, una testa quadrata carica di ganasce con abbondante ciuffo,
abbondante pure la criniera, posta su un collo di notevole muscolatura. In garrese è poco pronunciato, il dorso lievemente depresso e disteso, i lombi leggermente lunghi, la groppa corta ed inclinata con attaccatura della coda bassa.
Il petto è stretto ed il torace basso, poco profondo; Gli arti sono tendenzialmente sottili, presenta piede piccolo e forte con andature poco ampie, energiche, sicure.
Taglia media, altezza al garrese circa 140 cm.
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Il Cavallo del sarcidano

Il cavallo del Sarcidano rappresenta un caso a parte tra le etnie equine della Sardegna in quanto non risulta ancora iscritto al Registro Anagrafico,
mentre gli studi condotti dimostrano che, essendo più caratterizzato geneticamente rispetto ad altre popolazioni, dovrebbe esservi inserito a pieno titolo.
Le origini di questa popolazione della sardegna sembrano risalire a ventimila anni fa, coincidendo quindi con le origini del cavallo moderno.
Il patrimonio genetico di questa razza ,che si è mantenuto incontaminato in epoca moderna anche grazie al concentramento della popolazione presso l’allevamento di un’unica famiglia di Laconi,
è una vera e propria miniera d’informazioni che potrebbe fornire dati determinanti per gli studi sull’evoluzione del cavallo stesso.
Lo studio del Dna effettuato, prova l’estraneità del cavallo del Sarcidano rispetto alle altre popolazioni equine italiane, confermando le antichissime origini ,
risulta quindi importante ai fini della preservazione della biodiversità delle razze equine.
Il cavallino del sarcidano ha anch'esso un mantello baio e sauro, raramente grigio; ha una testa dal profilo rettilineo, leggermente pesante e carica di ganasce,
fronte larga, orecchie regolari molto mobili, occhi grandi ed espressivi, narici grandi e mobili.
Collo muscoloso attaccato alla testa in modo grossolano, ben attaccato alla spalla questa poco inclinata e di media lunghezza, abbondante criniera.
Garrese abbastanza rilevato, ben collegato al collo e alla spalla; Groppa tendenzialmente corta, ma ben muscolosa, petto anch'esso muscoloso e torace ben sviluppato e profondo; arti piuttosto solidi e brevi,
articolazioni solide e ampie.
E' caratterizzato da un'andatura vivace e sicura, appiombi abbastanza regolari ed un piede tendente al cilindrico.
E'un cavallo dal temperamento vivace, ben disposto all'ammansimento ed adattabile ai principali sport equestri; taglia media con altezza al garrese di circa 140 cm.